lunedì 22 maggio 2023

Sul ponte giapponese di Monet


Ispirata da Linnea ho deciso di chiamare a raccolta le mie amiche e realizzare il mio grande sogno: passeggiare sul ponte giapponese di Monet. Insieme visiteremo un luogo magico e dalla pittoresca bellezza: il villaggio di Giverny.


Questo incantevole villaggio di campagna situato sulla riva destra della Senna in Normandia, deve la sua fama alla casa di famiglia del grande pittore impressionista Claude Monet (1840-1926), che venne a vivere a Giverny nel 1883 e vi rimase fino alla sua morte nel 1926. 


La visita della casa rosa con le imposte verdi è commovente: si possono ammirare tutti gli interni originali appartenuti al pittore, come la gialla sala da pranzo e la cucina rivestita di piastrelle azzurre o ancora la collezione personale di stampe giapponesi. 



Ma la vera meraviglia è il giardino, che nei mesi primaverili ed estivi trabocca di fiori e di colori, un vero paradiso per gli occhi: il pittore fece deviare il corso del fiume Epte, per alimentare i suoi giardini modellati in stile giapponese con ponticelli e canali. Qui Monet trascorreva molte ore, spostandosi con la sua barchetta e dipingendo la serie di quadri che lo rese celebre, le Ninfee. 


Qui nasce il mio quadro preferito: il ponte giapponese.

Conservato a Parigi presso il museo d’Orsay, è uno dei quadri più famosi di Monet. Questo dipinto del 1899 appartiene al tardo periodo della carriera artistica del francese, quando decise di comprare la proprietà della pittorica cittadina di Giverny

Immerso nella lussureggiante vegetazione anche il ponte di legno in stile giapponese diventa protagonista di un’indimenticabile ciclo di dipinti che rappresentano il soggetto in varie stagioni, con vari colori dominanti. Il ponte funge da passerella sul piccolo specchio d’acqua, caratteristica è la presenza delle ninfee, pianta molto amata da Monet, tanto da diventare il centro della sua poetica per tutti gli anni di Giverny.

Sulla costruzione lignea si mescolano le luci del sole, i riflessi dell’acqua e il verde della vegetazione circostante. I meravigliosi effetti di luce rendono possibile integrare alla perfezione l’immagine ideale, l’immagine reale e quella artificiale in un unico scenario che lascia con il fiato sospeso. 

Nel ponte giapponese di Monet ritroviamo lo stile impressionista nelle pennellate veloci, intense e in diverse direzioni, che donano movimento alla rappresentazione rendendola viva. Il paesaggio produce nello spettatore un profondo senso di quiete e di tranquillità, una pace interiore che si può trovare solo in paradiso.

Se questo viaggio vi ha incuriosito consultate questo link: https://fondation-monet.com/




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